venerdì 16 marzo 2012

Imprenditrici e Visibilità su Internet


Un paio di considerazioni.
Andiamo su internet per cercare informazioni, non siti: quindi non ha senso farsi trovare se poi nel nostro sito non ci sono informazioni realmente interessanti per i nostri lettori.
Provate a fare il calcolo di quanti link sponsorizzati avete cliccato in una settimana, in rapporto di quelli “gratuiti” su Google: è facile fare il conto di quanto ci costa un lavoro di posizionamento del nostro sito, seguendo strategie di posizionamento organico o di posizionamento pubblicitario.
Questo articolo l’ho riportato apposta come base di partenza per chi sta affrontando l’argomento per la prima volta.
 Alla base di tutto c’è un’idea sbagliata: quella della”visibilità” alla vecchia maniera, da carta stampata. Il lettore sa che c’è un determinato prodotto (materiale, culturale, di servizio) e ci va. Invece l’utente internet pretende di più: non gli basta sapere che una cosa c’è per sceglierla. È come se volesse già un po’ provarla… internet glielo permette… maggiori approfondimenti, possibilità di leggere quello che hanno scritto chi c’è già stato, recensioni, eccetera…

Quando i clienti dicono che vogliono avere un sito web “che serva”, noi pensiamo al cosiddetto “conversion improvement“, cioè “qualsiasi tipo di attività svolta che vada a migliorare il tasso di conversione di una landing page o di un sito web oppure di una campagna su uno qualsiasi dei canali attraverso i quali si può fare pubblicità online”.
Al di là di alcuni aspetti tecnici, una questione molto interessante è quella dei contenuti.
Come cerco di sintetizzare quando “spiego” in azienda i principi di una diversa comunicazione a coloro che poi dovranno aggiornare costantemente i contenuti “questo è sicuramente un tasto dolente, dal momento che non si considera l’importanza di avere dei buoni testi all’interno del proprio sito.
Ovvero scrivere per il web significa pensare all’utente più che focalizzarci su di noi.
Non parlare troppo del tuo prodotto ma piuttosto dei problemi che puoi risolvere ed immedesimati nella persona che dovrebbe acquistarlo.
Se è possibile coinvolgilo sentimentalmente come frasi del tipo: “è proprio vero che…”.
Poni spesso delle domande: “Sei stanco di mangiare il solito panino? Prova le nuove insalatone già condite!”.
Tutto questo deve essere condito da un tono tendenzialmente informale ed inserito in una struttura solida: usa molto spesso gli elenchi puntati, stai attento alle maiuscole, distanzia bene i paragrafi, usa la giusta dimensione dei caratteri ed utilizza un font facilmente leggibile.
Utilizza il grassetto per evidenziare le informazioni più importanti e cerca di mettere più di un titolo riassuntivo per pagina magari uno o due tag h2.”
La corsa forsennata a vendere tramite internet non sembra sempre giustificata.
Molto spesso gli utenti vanno nel web alla ricerca di informazioni e poi, una volta fattasi un’idea, compreranno off-line nei negozi di loro fiducia.

Ciò significa che sbaglia chi investe tutte le proprie risorse dedicate al sito in sistemi di e-commerce e campagne pubblicitarie, soprattutto se poi non si preoccupa di destinare tempo, competenze e risorse alla produzione di contenuti in grado di soddisfare le curiosità dei suoi visitatori.
Fonte: cross-media & adverts

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