sabato 23 aprile 2011

23 Aprile, Sant Jordi

  © Ascanio Trojani 2011 - Tutti i diritti riservati

Oggi, 23 Aprile, in Catalogna (ed a Barcellona) è il giorno di Sant Jordi (San Giorgio). Oggi si donano Rose (e Libri) alle signore (che di solito contraccambiano con altri Libri).
Il link alla Catalunya è ovviamente in català.

Il dono della Rosa ha origine medievale, mentre il dono del Libro (in origine l'uomo regalava una Rosa, la donna contraccambiava con un Libro) nasce nei primi del Novecento, osservando la coincidenza tra la festività di San Giorgio e le date di morte di Shakespeare e di Cervantes.
La festa è stata mondializzata (adoro i neologismi economici!) da quando l'UNESCO ha fissato, nel 1995, il 23 Aprile come World Book (and Copyright) Day .

giovedì 7 aprile 2011



Ora le donne conquistano le dot-com

Safra Catz, presidente di Oracle dal 2004

Da Google a Facebook, dai chip al biotech arriva la generazione
delle leader in rosa

IRENE TINAGLI
SAN JOSE'
Semiconduttori, fisica, ingegneria informatica ed elettronica: i settori sui quali è nata e cresciuta la Silicon Valley non sono certo domini femminili. E infatti se si guarda ai fondatori delle più note aziende, sono quasi tutti uomini. Eppure, qualcosa sta cambiando. Molte donne si stanno facendo strada nel top management delle aziende di maggior successo e si stanno affermando tra le figure più autorevoli della Silicon Valley.

Safra Catz (49 anni) presidente di Oracle già dal 2004, è senza dubbio tra le più potenti, seguita da Carol Bartz (62), amministratore delegato di Yahoo, e da Ann Livermore (52), vice presidente esecutivo di Hewlett-Packard (azienda avvezza alla leadership femminile, guidata per anni dalla potentissima Carly Fiorina).

Tra le donne più giovani e in più rapida ascesa sono da citare Sheryl Sandberg, tostissima quarantunenne alla guida di tutte le operation di Facebook, e Marissa Mayer, 35 anni, vicepresidente di Google per le applicazioni geografiche e una delle più papabili pretendenti alla futura leadership dell’azienda di Mountain View.

Ma le donne della Silicon Valley oggi non si limitano ad essere manager di aziende fondate da altri, tra le generazioni di trenta-quarantenni iniziano ad emergere anche interessanti imprenditrici. Come Anne Wojcicki, biologa trentasettenne che cinque anni fa ha fondato «23andme», società di biotecnologie supportata anche da Genentech, o come Gina Bianchini, che nel 2005, a 33 anni, ha fondato la piattaforma di social network Ning, o ancora Ann Miura-Ko, 34 anni con in tasca un PhD in modelli quantitativi per la sicurezza informatica, professoressa a Stanford, e ora co-fondatrice del fondo di investimenti Floodgate, che sta investendo in startup come Twitter, Gowalla, Formspring e altre promettenti iniziative imprenditoriali.

Insomma, il futuro della regione sarà sempre più declinato al femminile: anche in questo la Silicon Valley sta dimostrando una interessante capacità di trasformazione.

domenica 13 marzo 2011

MARYROSE - A mouse on the table




Questa volta il merito di aver scoperto la nostra nuova amica va a Carla Bissolati che mi sta facendo da preziosissima assistente e a Chiara Crestanello che nel suo bellissimo blog CHIARACONSIGLIA ha ospitato queste innovative creazioni.L'amica di oggi è Rita Loccisano, l'ho incontrata perchè Carla appassionatissima di cucina mi ha inviatata a curiosare sul suo sito.
Sono rimasta incantata, Rita si occupa di Visual Food una vera e propria arte del cibo.
La contatto ed è felicissima di raccontarsi per noi.
Scopriamo insieme il bellissimo creativo lavoro di Rita.
Silvia Ramilli

Raccontami Rita, chi è Rita?
Sono una giovane donna, calabrese di origine ma trapiantata a Modena da oltre 15 anni. Sono una mamma single, ho due figli adolescenti, e qualche anno fa mi sono laureata in Lingue e Culture Europee all'università di Modena e Reggio Emilia. Le lingue straniere sono una delle mie passioni. Un'altra delle mie passioni è internet e tutto quello che ha a che fare con le nuove tecnologie. Ho un lavoro part-time come socia dipendente di una cooperativa e sono presidente di un'associazione di promozione sociale che è la Banca del Tempo di Modena.

Tu svolgi un'attività bellissima ancora poco conosciuta in Italia, come nasce la tua passione per il VISUALFOOD?
VisualFood è un nome e una categoria che ho sentito la necessità di creare nel momento in cui ho aperto il blog "A Mouse On The Table".
Quello di cui mi occupavo e che volevo insegnare non era riconducibile a nessuna categoria esistente, per questo ne ho creata una nuova e ho scelto il neologismo "VisualFood", che unisce il concetto di cibo e arti visive, sebbene il cibo crei poi esperienze polisensoriali.

Anche se nelle mie creazioni utilizzo alcune delle tecniche dell'intaglio vegetale, volevo inoltre distinguermi da questa categoria per almeno tre motivi:

1. Il VisualFood non è solo decorazione. Le composizioni e le guarnizioni VisualFood prima decorano la tavola e i buffet e poi si mangiano. Quindi niente sprechi. Sono piatti veri e propri. 
2. La base degli ingredienti è illimitata: non solo frutta e verdura, ma pane, pasta, tramezzini, formaggi, salumi... tutto ciò che è commestibile può potenzialmente essere trasformato in VisualFood. 
3. Le decorazioni sono fatte pensando al momento in cui verranno consumate. Quindi non vengono utilizzati materiali potenzialmente pericolosi, come stecchini nascosti o colle varie per unire i pezzi. 

Le mie creazioni non sono solo intaglio di frutta e verdura e non sono nemmeno le opere di grandi chef scultori e intagliatori, che normalmente e regolarmente, dopo aver fatto bella mostra di sé, si buttano via. 
Le mie creazioni sono qualcosa di nuovo, sono alla portata di tutti e hanno una loro etica: nulla finisce nella spazzatura. Oltre a ortaggi, frutta e verdura, uso anche formaggi, salumi, pane... tutto quello che la mia fantasia riesce a trasformare in VisualFood per essere poi mangiato.
Aggiungo che, un po' per motivi personali, sentivo anche la necessità di inserire nella mia dieta cibi più sani, leggeri e più facilmente digeribili. Il VisualFood mi permette di rendere frutta e verdura molto più invitanti e questa necessità alla fine ho visto che non è solo mia.
Da un bisogno etico di far tornare il cibo alla sua funzione di cibo e dal bisogno di passare a una cucina più sana ma anche appetibile nasce quindi l'esigenza di una nuova categoria. Ecco come è nato il VisualFood.

Come si svolge la tua attività?
Io lavoro molto sia online che offline.
Si potrebbe dire che sono una "one man band", vale a dire che faccio quasi tutto da sola.
Concepisco e creo i miei VisualFood, giro i tutorial, li monto e li pubblico sul mio canale Youtube e sul mio blog.
Online, scrivo i post, gestisco i social network legati al blog, organizzo corsi e intrattengo rapporti con altri blogger e networks.
Offline tengo i miei corsi in tutta Italia (e a breve anche all'estero), impagino le dispense, faccio gli acquisti dei materiali per i corsi, partecipo a fiere e manifestazioni. A questo proposito, le prossime saranno "Il mondo creativo" a Bologna e "Cibus Tour" a Parma.
Ma la parte più divertente e stimolante è sicuramente quella del Food Design, ovvero progettare "opere nuove".

L'insegnamento del VISUALFOOD è un'attività che trova riscontro nel nostro paese?
Dalle richieste che mi stanno arrivando… direi proprio di sì! I miei prossimi corsi, ad esempio, saranno a Roma, Genova, Cagliari e Verona.
Chi ha senso estetico apprezza il VisualFood. E poi è ormai risaputo che quando ci approcciamo al cibo non è solo il gusto a essere coinvolto, ma anche la vista, l'olfatto, l'udito e il tatto. Come si suol dire… si mangia con gli occhi, prima che con la bocca.
Creare VisualFood, inoltre, è un passatempo creativo e rilassante. Non è solo bello quello che si fa, ma anche il farlo. Una volta cominciato non si riesce più a smettere!
Rispetto alla risposta del pubblico, devo dire che i servizi televisivi sul VisualFood trasmessi di recente dal Tg1 hanno senz'altro contribuito a diffondere la curiosità per questa nuova arte.


Secondo te c'è maggior interesse presso i privati o presso gli addetti del settore? Qual'è l' identikit del tuo allievo tipo?
Il VisualFood trova applicazione un po' a tutti i livelli e i miei corsi sono diversi a seconda della classe che ho davanti.
Nei corsi per professionisti organizzati da scuole ed enti di formazione professionale insegno tanti trucchi per distinguersi dalla concorrenza già dal modo di servire l'aperitivo.
Nei corsi rivolti a mamme e bambini, l'attenzione è invece rivolta alla composizione di una merenda sana e nutriente, ma anche al presentare ai bambini frutta e verdura sotto forma di animaletti o personaggi divertenti.
Alle signore che amano ricevere e stupire parenti e amici insegno come realizzare fantastici bouquet-pinzimonio, bouquet di frutta e bouquet salati da utilizzare dapprima come centrotavola nei loro pranzi e ricevimenti pur essendo parte integrante del menu. Quindi i bouquet di crudité si mangeranno in pinzimonio, la frutta al momento della frutta, e così via.
I bouquet sono anche un'ottima idea regalo fai-da-te e hanno sempre molto successo.
Come vedi, quindi, non c'è un allievo-tipo.

Quali consigli ti sentiresti di dare a chi volesse intraprendere un'attività così particolare?
Penso che ci sia molto spazio per chi ha idee nuove, intraprendenza, creatività e soprattutto voglia di imparare.
La passione è il motore di tutto, ma la capacità di rimettersi a studiare e imparare le cose che non si sanno fare è determinante. Io ho dovuto imparare come si gestisce un blog (non avevo alcuna esperienza), come si montano i video, come essere trovata dai motori di ricerca, come gestire un risponditore… insomma, un sacco di cose. Ma sono stata ampliamente ripagata.
Secondo me non c'è cosa più bella che fare della propria passione un lavoro. Non ti senti mai stanca di lavorare!
Spesso si pensa che solo i raccomandati o i particolarmente fortunati possono sognare di raggiungere certi livelli e invece non è così. Ci vuole sicuramente passione e tanto (tanto tanto) lavoro, ma potrebbe succedere a ognuno di noi.
Non bisogna lasciarsi scoraggiare o deludere. Pensa che di tutte le proposte che ho ricevuto, il 70% sono rimaste solo parole. Se non hai una volontà di ferro, la tentazione di mollare tutto prende il sopravvento.
E non è vero che non c'è spazio sul mercato perché c'è crisi. La crisi è soprattutto di idee. Se l'idea è buona, trova il suo spazio. Bisogna solo trovare una prospettiva particolare su cui lavorare. Dire quello che altri non dicono, fare quello che gli altri non fanno. Anche se il settore sembra saturo... (pensate alla cucina!), c'è sempre spazio per parlare in modo nuovo di cose di cui parlano anche altri. Il trucco sta nel saper scegliere questo taglio nuovo e... crederci.

Un saluto e un augurio alle socie SVIDI?
Innanzitutto… piacere di conoscervi! Questa intervista mi ha permesso di scoprire la vostra realtà che, devo ammettere, non conoscevo.
Se avete scelto di diventare imprenditrici siete sicuramente delle donne "toste" e avete tutta la mia ammirazione. Auguro a tutte tanto successo e tante soddisfazioni, ma soprattutto tanto divertimento nella vostra attività e nella vostra vita. Spero un giorno di poter partecipare anch'io a uno dei vostri meeting e di potervi conoscere più da vicino. 

domenica 6 marzo 2011

Genova, incontri e riflessioni: raccontare, spiegare e comprendere il lutto


seminario lutto


Genova. Da ieri mattina in via Malta a Genova si sta svolgendo un seminario promosso dalla onlus CiaoLapo, rivolto agli operatori del settore ospedaliero e non, per la gestione del lutto prenatale. Insomma un seminario per comprendere, capire e spiegare a chi lavora in questo campo, a chi ha a che fare con le famiglie colpite da un’esperienza di lutto, come affrontare questi momenti tragici.
Questa iniziativa si introduce all’interno di un ciclo di nove seminari che andranno avanti per tutto il corso dell’anno e che si occuperanno di diversi temi legati al lutto: non solo quello prenatale come in questo caso, ma anche il suicidio, gli incidente stradali, fino ai modi di spiegare la morte ai bambini.
Uno sguardo ampio sugli eventi luttuosi che, per dichiarazione esplicita di tre delle promotrici di questo ciclo di incontri (Antonella Silipigni e Paola Paleari, Claudia Ravaldi), non mira semplicemente alla gestione pratica di questi eventi, ma sensibilizza un certo sguardo culturale. Il primo obiettivo dunque, o meglio ancora il primo ostacolo, è definire le cose con il loro nome. Le parole sono importanti, danno peso e dimensione agli eventi, anche e soprattutto a quelli più tragici, duri, violenti.
All’interno di questo obiettivo, ce n’è uno più ampio, più delicato, più difficile da raggiungere, e che coinvolge direttamente noi addetti alla comunicazione, testate gironalistiche che spesso raccontano questi eventi luttuosi prescindendo dalla complessità dei fattori in gioco, e ricercando la freddezza del caso e dello scandalo (spesso costruito ad hoc con frenesia e pressapochismo).
Non è un caso che nella cartella stampa distribuita dagli organizzatori sono portati ad esempio molti articoli scritti da diverse testate genovesi, in cui l’imprecisione – se non l’errore eclatante – va nella direzione opposta rispetto a quello di un racconto accurato e inevitabilmente complesso della tragedia. Una dialettica tra la ricerca del sensazionale e il racconto della quotidiana tragedia.
Una riflessione, dunque, quella proposta da questi seminari, che non dovrebbe coinvolgere solo gli addetti ai lavori, ma anche gli operatori della comunicazione, che dovrebbero prendersi carico e l’onere – quando è necessario farlo – di raccontare e di dare il nome giusto alle cose. Perchè le parole sono importanti.

sabato 26 febbraio 2011

Farsi pagare, senza ritardi

Dal blog peritare, per gentile concessione in Creative Commons 3.0 BY-NC-ND
In un recente post, s'era scritto della nuova Direttiva del Parlamento e del Consiglio Europeo relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali.
Sinteticamente, viene generalizzato il limite massimo di 30 giorni per i pagamenti di fatture per beni e servizi, sia per il settore pubblico che per quello privato, ammettendo limitatissime eccezioni solo in circostanze specifiche e comunque non oltre il termine di 60 giorni, a meno di clausole contrattuali specifiche che non costituiscano un contratto leonino
Per il settore pubblico la Risoluzione è particolarmente rigida, imponendo l'invalicabililità del termine dei sessanta giorni, oltretutto limitato solo al settore della sanità.
Nel caso di ritardato pagamento, si applica automaticamente un tasso di interesse non inferiore all'8%, ed una somma non inferiore ai 40€ per coprire i costi di recupero del credito (foss'anche per il semplice sollecito).
La Direttiva 2011/7/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 2011, relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea del 23 Febbraio scorso. 
Da tale data, i singoli Stati hanno due anni per  recepire la Direttiva nella propria legislazione.

giovedì 17 febbraio 2011

FRANCHISING IN ROSA


Nel 2009, il 55,7% dei laureati in Lombardia erano donne, diverso il quadro del lavoro che in provincia di Milano attesta al 44% l'occupazione femminile. A livello nazionale, invece, secondo Unioncamere, fra giugno 2009 e giugno 2010, ossia nel periodo più critico, le imprese in rosa sono aumentate di circa 29mila unità (+2,1%), arrivando intorno a 1,421 milioni: l'imprenditrice tipo ha 54 anni di media, forti aspettative professionali e si mette in gioco per scelta, meglio nella dimensione “micro” e in particolare nei servizi. In questo scenario una buona formula anticrisi è rappresentata dal franchising. In Italia dal rapporto 2009 sul franchising (fonte: Associazione italiana del franchising), risulta che le donne rivestono ruoli di spicco nella gestione di negozi e di servizi. Imprese che rappresentano il 32% del totale delle franchise operative in Italia - 900 insegne - e il 26% del fatturato totale dell'industria italiana del franchising. Inoltre, le donne si stanno aprendo a settori innovativi, come il lavoro da casa e il web marketing. E proprio di franchising "in rosa", del suo rapido sviluppo e delle ampie opportunità presenti nel bacino di utenza del Nord Italia, si parlerà a Franchising 2011 Nord, a PiacenzaExpo (28-29 maggio), la prima rassegna del settore in Italia organizzata con il format “low cost” . 
http://www.quickfairs.net/
http://www.fieradelfranchising.it/
http://www.millionaire.it/content/view/3837/68/

domenica 13 febbraio 2011

L’imprenditoria rosa resiste alla crisi





Le aziende guidate da donne in Italia crescono nonostante la crisi economica


Sembrerà strano, ma è la realtà: in Italia, uno dei Paesi dal più basso tasso di occupazione femminile dell’intera Unione europea, in un periodo di crisi quale l’attuale, uno dei pochi comparti che sembra godere di buona salute è quello delle imprese rosa. Le buone performance del settore sono registrate nel secondo Rapporto nazionale sull’imprenditoria femminile realizzato da Unioncamere in collaborazione con il ministero dello Sviluppo economico e con il Dipartimento per le pari opportunità.

L’indagine

Lo studio di Unioncamere ha esaminato l’andamento dell’economia itaiana tra il giugno 2009 e il giugno 2010, 12 mesi in cui le aziende a guida femminile hanno saputo farsi valere più di quelle a guida maschile.
Nei dodici mesi presi in considerazione, infatti, le imprese guidate da donne sono aumentate del 2,1% (segnando in termini assoluti un aumento di 29.040 unità) a fronte di una riduzione dello 0,4% (17.072 unità) di quelle maschili.
Terreni produttivi particolarmente fertili per le aziende rosa paiono essere stati il Lazio, la Lombardia e la Campania: è in queste regioni, infatti, che si registrano i saldi più positivi tra nascite e chiusure di imprese a guida femminile (rispettivamente 6.638, 5.310 e 3.248).

Come fanno impresa le donne?

Le imprese rosa vanno forte soprattutto nel settore dei servizi. Secondo l’indagine di Unioncamere, tra giugno 2009 e giugno 2010, tra le aziende attive nei comparti relativi alla sanità e all’assistenza sociale circa il 41% era guidato da una donna.
Su scala nazionale, le imprese rosa sono ben rappresentate anche nel commercio (29,5% delle aziende in totale) e in agricoltura (18,8%).
Per quanto riguarda la struttura giuridica che le imprenditrici scelgono di dare alle loro aziende, si nota che nell’ultimo anno è considerevolmente cresciuta la quota delle società di capitale (+18%), mentre la più tradizionale tipologia delle imprese individuali ha fatto registrare un lieve calo (–0.48%).
Quanto avvenuto tra 2009 e 2010 non è altro che un’inversione di tendenza (in termini assoluti, infatti, l’impresa individuale continua a essere la forma societaria più diffusa nel mondo dell’imprenditoria femminile, con un incidenza del 60,7% sul campione totale), ma viene comunque interpretato positivamente dagli esperti: l’evoluzione delle aziende rosa verso forme più strutturate sembra indicare una crescente solidità organizzativa e patrimoniale.

Dove fanno impresa le donne

Il rapporto di Unioncamere riserva, poi, altre sorprese. Se si scompone il totale delle aziende rosa attive in Italia per regioni di appartenenza, si scopre infatti che l'imprenditoria femminile maggiormente concentrata nel Sud del Paese.
Nel Meridione, escludendo i dati delle isole, alla fine di giugno del 2010 si registrava un tasso di femminilizzazione del tessuto imprenditoriale pari al 26,1% (con precisione, 355.754 imprese, pari al 25% di tutto l'universo imprenditoriale femminile). In seconda posizione, il Nord-Ovest (dove ha sede il 24,5% delle aziende rosa), quindi – a seguire – il Centro (21,5%) e il Nord-Est.

domenica 6 febbraio 2011

"PINK BIZ APERICENA" ovvero "Business in Rosa"

"PINK BIZ APERICENA" ovvero "Business in Rosa"




Networking Apericena con la formula Speed Date 
Per stimolare la nascita di nuove idee e sinergie, stringere nuovi contatti e allargare il proprio raggio d'azione!
Una formula veloce e divertente per creare rete.

Partecipazione € 15,00
Partecipazione + "pitch" presentazione € 20,00

SOCIE SVILUPPO DONNE IMPRENDITRICI: € 10,00

Il costo del Networking Apericena "PINK BIZ" , oltre all'organizzazione della serata comprende:

- 1 CONSUMAZIONE

- BUFFET LIBERO

- 1 Consulenza GRATUITA: Prima Analisi di Fattibilità su nuovi progetti imprenditoriali offerta da ASS.ne SVILUPPO DONNE IMPRENDITRICI

- 1 Consulenza GRATUITA: Prima Analisi delle richieste di Finanziamento d’Impresa offerta da TIKKUN FENIX

- 1 Check Up Linguistico GRATUITO (Test, verifica di livello, analisi delle esigenze, Programma Personalizzato e Lezione di Prova per qualsiasi lingua offerto da: TRINITY SCHOOL

- Consulenza GRATUITA per i piani di RISPARMIO ECONOMICO sulla telefonia fissa e mobile offerta da SMART UP

- Voucher OMAGGIO (Massaggio o Pulizia del Viso, a scelta) offerto dalla DAY SPA: LINEA NOVA MEDICAL SPA.

Non mancare, vieni a promuovere te stessa!!!

LE CONFERME SARANNO ACCETTATE UNICAMENTE INVIANDO SMS AL N° 348 11 21 342 indicando NOME e COGNOME
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19,30 Registrazione
19,45 Aperitivo e buffet a volontà
20,00 Inizio speed business date
21,00 Pitch e Presentazioni (preventivamente prenotati)
22,00 Conclusione 


LE CONFERME SARANNO ACCETTATE UNICAMENTE INVIANDO SMS AL N° 348 11 21 342 indicando NOME e COGNOME

domenica 16 gennaio 2011


  • ·         Per accedere al portale puoi anche registrarti direttamente dal tuo account Facebook, Yahoo o Google?

  • ·         Oltre alle foto, puoi anche caricare video relativi alla tua attività? (socia professional e National)
  • ·         Puoi offrire i tuoi prodotti o servizi in convenzione? Contattaci subito! (socia professional e National)
  • ·         Puoi godere di tutte le convenzioni in atto?
  • ·         Ogni socia puo’ usufruire di 2 consulenze start up GRATUITE?

  • ·         Puoi offrire consulenza direttamente dal sito? (socia National)
  • ·         Puoi offrire lavoro e trovare valide collaborazioni?
  • ·         Puoi cambiare l’aspetto della tua pagina e inserire tutte le apps che vuoi?
  • ·         Puoi organizzare chat meeting per promuovere la tua attività o prodotti? (socia professional e National)
  • ·         E’ in preparazione il calendario degli eventi 2011?
  • ·         Puoi sponsorizzare notizie dal mondo? (Vedi news sponsorizzate sul sito)



Ci piacerebbe conoscerti meglio e vederti più attiva sul ns. portale. Ricorda che la tua pagina è un minisito, è una tua presentazione, è ciò che tu vuoi che sia; puoi farti conoscere direttamente dalla tua pagina al mondo.

Se tu lo vuoi, i tuoi aggiornamenti sono visibili su Facebook e su twitter (oltre che per tutte le tue amicizie all'interno del network) direttamente dalla tua pagina SOLO con un click.

Ti ricordiamo inoltre,  che è in preparazione il  calendario degli eventi per l'anno 2011.
Ti invitiamo a farci pervenire le  proposte per eventi, corsi, laboratori, conferenze, incontri, seminari...Le proposte più interessanti verranno inserite nel calendario dell'associazione.
Infine, lasciateci esprimere la nostra gratitudine, la vostra costante presenza è la nostra linfa! Il nostro network e la nostra associazione esistono grazie alla vostra partecipazione.

BUONA DOMENICA IMPRENDITRICI!!!

Sviluppo Donne Imprenditrici 

AGGIORNA IL TUO PROFILO! http://donneimprenditrici.it



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venerdì 14 gennaio 2011

LA PUGLIA PRESENTA IL NUOVO PIANO PER IL LAVORO

LA PUGLIA PRESENTA IL NUOVO PIANO PER IL LAVORO

Quattro assessorati per un totale di 340 milioni di euro e 43 interventi rivolti a 52 mila destinatari (giovani, donne, disabili, cassintegrati, immigrati, disoccupati, ecc...). Due obiettivi: nuove opportunità lavorative e salvaguardia dell'occupazione
pianificazione
BARI - Trecentoquaranta milioni di risorse, divise in sei linee di intervento, ripartite a loro volta in 43 interventi rivolti ad oltre 52 mila destinatari. Sono questi i numeri del più grande piano progettato da una Regione italiana per risollevare l'occupazione. E per farlo occorreva mettere insieme non solo le politiche del lavoro, ma anche quelle del welfare, quelle dello sviluppo economico, le politiche giovanili e quelle del diritto allo studio e alla formazione. Il governo regionale ha voluto fornire così una risposta immediata ad una situazione sempre più difficile e insostenibile che colpisce con particolare durezza i giovani e le donne. Infatti, mentre crescono in Puglia le esportazioni e il numero delle imprese, non appaiono altrettanto positivi i dati sull'occupazione. Nel terzo trimestre del 2010 il tasso di disoccupazione regionale, secondo la rilevazione Istat, è del 12,2%, sale al 14% per le donne. Ancora più gravi i recenti dati forniti dall'Istat per la disoccupazione giovanile in Italia salita a novembre al 28,9%, il dato più elevato dal 2004.
Il Piano straordinario per il lavoro in Puglia si muove secondo due obiettivi: nuova occupazione e salvaguardia dell'occupazione. Nel primo caso si propone di innalzare i livelli occupazionali di quella parte di forza lavoro che presenta prospettive di occupazione più basse come i giovani, le donne e i soggetti espulsi o a rischio di espulsione dai processi produttivi, nel secondo di valorizzare il capitale umano inteso come strumento per migliorare la competitività delle imprese.

lunedì 10 gennaio 2011

HO UNA PROPOSTA CHE DESIDERO CONDIVIDERE CON VOI

CARISSIME AMICHE: 


HO UNA PROPOSTA CHE DESIDERO CONDIVIDERE CON VOI

Carissime amiche di Sviluppo Donne Imprenditrici, ho una proposta che desidero condividere con voi: Vogliamo che il gruppo Donne Imprenditrici sia davvero un gruppo a sostegno dello sviluppo di attività economica sociale per chi fa impresa, per chi vuole iniziare una nuova attività, per la professionista o colei che della sua passione vuole tentare di avere nuove entrate per supportare le sempre più diverse crisi economiche micro e macro?
Avete mai sentito parlare di B2B , Business Networking, Associazione di Promozione Sociale d’ Impresa, Microcredito, Fundraising, FSE?
Allora vi chiedo cinque minuti per approfondire insieme:
Qui di seguito alcune precisazioni su alcune terminologie inglesi che è sempre bene rinfrescare..
Business Networking è il processo di stabilire un rapporto reciprocamente vantaggiose con altri Donne di Impresa ( consideriamo già il termine Impresa come Donna perché ogni Donna è Impresa di se stessa)i e / o clienti. La chiave per il business networking vero è l'instaurazione di un rapporto di mutuale beneficio, e questo è un evento estremamente raro a nell’ambito delle relazioni d’affari dove ci si limita sol a scambiarsi i bigliettini da visita senza costruire vere opportunità e che sono spacciata come business networking . Lo scopo della creazione di un Business Network è quello di aumentare le entrate do ogni Donna che esercita in proprio un’attività – in un modo o nell'altro,costruendo e realizzando lo sviluppo di una relazione con un nuovo cliente, o di sviluppare nel corso del tempo, come ad imparare una nuova abilità commerciali. I migliori gruppi di business networking operare attraverso lo scambio di informazioni aziendali, idee e sostegno. L'abilità più importante per Business Network è l’ ascolto, ossia concentrandosi su come si può aiutare la persona che si stanno ascoltando, è il primo passo per stabilire un rapporto di mutuale beneficio.
Ed il B2B? Il Business to Business (letteralmente "azienda-verso-azienda"), spesso indicato con l'acronimo B2B, è un termine comunemente utilizzato per descrivere le transazioni commerciali elettroniche tra imprese, in opposizione a quelle che intercorrono tra le imprese ed altri gruppi, come quelle tra una ditta e i consumatori/clienti individuali (B2C, dall'inglese Business to Customer o Business to Consumer, lett. "azienda-verso-cliente o consumatore") oppure quelle tra una compagnia e il governo (B2G, dall'inglese Business to Government, lett. "azienda-verso-governo). Si tratta di un termine nato e quasi esclusivamente utilizzato nel commercio elettronico o e-commerce, che di solito prende la forma di processi automatizzati tra partner commerciali, e che può anche riferirsi a tutte le transazioni effettuate in una catena di valore industriale, prima che il prodotto finito venga venduto al consumatore finale. Più specificamente, Business-to-Business o B2B indica le relazioni che un'impresa detiene con clienti professionali, cioè altre imprese, collocate in punti diversi della filiera produttiva.
Le imprese, in particolare le piccole e micro imprese, artigiani , autonomi e professionisti, costituiscono da sempre il più importante patrimonio del Paese in termini di competenze, creazione di ricchezza e di lavoro, sviluppo. Le piccole imprese sono chiamate ad operare affinché lo sviluppo economico sia collegato alla crescita sociale, alla qualità della vita e del territorio, al benessere diffuso e delle comunità locali.
Queste imprese e soprattutto quelle “al femminile” sul territorio costituiscono fin dalle origini un riferimento fondamentale per coniugare etica e lavoro, economia e crescita sociale, benessere e produzione di ricchezza. Questi valori rappresentano l’agire di impresa e vanno promossi attraverso una azione culturale, informativa, progettuale in grado di coinvolgere le imprese in iniziative ed interventi volti a promuovere la capacità inclusiva e l’attenzione sociale delle imprese. A tal fine si costituiscono le Associazioni di promozione sociale d’ Impresa.
Associazioni di Promozione Sociale d’Impresa
L’associazione di promozione sociale di impresa costituisce lo strumento organizzato, flessibile ed autofinanziato per la promozione delle iniziative senza fini di lucro nel vasto campo del sociale e dell’integrazione (occupabilità, invecchiamento attivo, inclusione sociale ed ambito socio educativo e culturale, animazione territoriale etc..) ed intende diventare uno strumento di rafforzamento della rete territoriale associativa e delle azioni ed iniziative sul territorio destinate a sostenere la promozione sociale.
In attuazione degli att. in attuazione degli articoli 2, 3, secondo della Costituzione e del Legge 7 dicembre 2000, n. 383:
1. Sono considerate associazioni di promozione sociale le associazioni riconosciute e non riconosciute, i movimenti, i gruppi e i loro coordinamenti o federazioni costituiti al fine di svolgere attività di utilità sociale a favore di associati o di terzi, senza finalità di lucro e nel pieno rispetto della libertà e dignità degli associati.
2. Non sono considerate associazioni di promozione sociale, ai fini e per gli effetti della presente legge, i partiti politici, le organizzazioni sindacali, le associazioni dei datori di lavoro, le associazioni professionali e di categoria e tutte le associazioni che hanno come finalità la tutela esclusiva di interessi economici degli associati.
3. Non costituiscono altresì associazioni di promozione sociale i circoli privati e le associazioni comunque denominate che dispongono limitazioni con riferimento alle condizioni economiche e discriminazioni di qualsiasi natura in relazione all’ammissione degli associati o prevedono il diritto di trasferimento, a qualsiasi titolo, della quota associativa o che, infine, collegano, in qualsiasi forma, la partecipazione sociale alla titolarità di azioni o quote di natura patrimoniale.
La forma giuridica prevede l’accesso anche ad agevolazioni fiscali ed a forme di sostegno proprie delle Onlus per le attività corrispondenti.
Le associazioni di promozione sociale traggono le risorse economiche per il loro funzionamento e per lo svolgimento delle loro attività da:
1. quote e contributi degli associati;
2. eredità, donazioni e legati;
3. contributi dello Stato, delle regioni, di enti locali, di enti o di istituzioni pubblici, anche
4. finalizzati al sostegno di specifici e documentati programmi realizzati nell’ambito dei fini statutari;
5. contributi dell’Unione europea e di organismi internazionali;
6. entrate derivanti da prestazioni di servizi convenzionati;
7. proventi delle cessioni di beni e servizi agli associati e a terzi, anche attraverso lo svolgimento di attività economiche di natura commerciale, artigianale o agricola, svolte in maniera ausiliaria e sussidiaria e comunque finalizzate al raggiungimento degli obiettivi istituzionali;
8. erogazioni liberali degli associati e dei terzi;
9. entrate derivanti da iniziative promozionali finalizzate al proprio finanziamento, quali feste e sottoscrizioni anche a premi;
10. altre entrate compatibili con le finalità sociali dell’associazionismo di promozione sociale.
Per "fundraising" si può intendere l'insieme delle teorie e delle tecniche necessarie a garantire la sostenibilità di una causa sociale e dell'organizzazione che la persegue e di promuoverne lo sviluppo costante nel tempo verso una molteplicità di interlocutori pubblici e privati.

Sono varie le modalità con cui è possibile fare fund raising. Il direct marketing è una di queste e consiste nell'invio di lettere presso un elenco di donatori o potenziali tali. Tuttavia il fund raising, per sua natura, non si fonda solo sulle donazioni ma anche su un complesso di modalità di raccolta da utilizzare nei confronti di ogni possibile mercato del fund raising pubblico e privato (eventi, sponsorizzazioni, investimenti sociali, attività di tipo commerciale, presentazione di progetti a bandi di concorso, ecc.).
Il microcredito è uno strumento di sviluppo economico che permette l'accesso ai servizi finanziari alle persone in condizioni di povertà ed emarginazione. I programmi di microcredito propongono soluzioni alternative per queste microimprese e in un certo senso sono paragonabili ai prestiti d'onore.
Negli ultimi anni, inoltre, vi è stata una maggior diffusione del microcredito (con gli adattamenti opportuni) anche nelle economie avanzate a sostegno dei cosiddetti "nuovi poveri", cioè non solo coloro che nei paesi sviluppati vivono sulla soglia della sussistenza o al di sotto di essa e che possono trovarsi in gravi difficoltà di fronte a spese improvvise anche di piccola entità; ma soprattutto per la piccola impresa e gli artigiani che dai canali tradizionali non possono accedere e si devono rivolgere quindi al social lending o prestiti peer-to-peer. Questa area del microcredito può essere definita come sostegno al fabbisogno finanziario indistinto (oltre il 70% delle attività e dei programmi promossi).

I Fondi Europei
In ambito transnazionale ci sono fondi europei a sostegno del sociale: il Programma Equal II (o Equal II fase) prevede la promozione di nuovi mezzi di lotta contro le forme di discriminazione e di disparità connesse al mercato del lavoro.
Le principali direttrici di intervento sono 3: l’integrazione stabile tra le politiche del lavoro e le politiche sociali, lo sviluppo di una società della conoscenza non discriminatoria, lo sviluppo locale, sociale ed occupazionale.
Nell’ambito dell’Asse Imprenditorialità (tema D), Equal II si propone di innovare e rafforzare l’economia sociale riconoscendo in essa un ambito in cui promuovere congiuntamente sviluppo sociale, economico ed occupazionale.
LA MIA IDEA? DONNE IMPENDITRICI COME ASSOCIAZIONE DI PROMOZIONE SOCIALE DI IMPRESA!
Perche?
Per promuove e gestire progetti innovativi di sviluppo locale e di sviluppo delle risorse umane in una dimensione nazionale europea, avvalendosi del Network di Donne Imprenditrici coinvolgendo direttamente tutte le professioniste e membri attivi di Donne Imprenditrici con competenze i nella gestione, monitoraggio, rendicontazione di progetti complessi finanziati con fondi comunitari; a queste competenze trasversali si aggiungono poi competenze specifiche settoriali (sviluppo locale, sociale e pari opportunità) per tutte coloro che vogliono sviluppare il proprio business, promuove periodicamente eventi nei settori più svariati che daranno la possibilità alle imprese locali di incontrare potenziali partner ,migliorare le loro attività imprenditoriali, per coloro che vogliono mettersi in proprio.
Il gruppo Donne Imprenditrici ha tutto ciò che serve perché ognuna di noi può mettere a disposizione la propria professionalità in un ottica di promozione e sviluppo economico sociale di reciproco interesse.
Tutte le Donne sono Impresa e come tale possiedono le capacità e possibilità di creare sostegno e sviluppo.
Allora che ne pensate? Vogliamo provarci?
info@donneimprenditrici.it